La storia di Yepi
La storia di Yepi

Il cacciatore Bepin de la Pipa, andato a caccia risalendo il ponte delle Capre su per il torrente Torto, vide una bella cerva legata ad un albero e la slegò, lasciandola libera invece di ucciderla. Recatosi poi alla fiera di Tirano e non avendo venduto il bestiame, egli venne avvicinato da una bellissima donna a lui sconosciuta.

Costei diede a Bepin il denaro corrispondente al bestiame, lasciando al livignasco sia i soldi sia gli animali.

Ella raccomandò al cacciatore, inoltre, di essere sempre buono con la Cerva del Bosco e di uccidere, invece, la Volpe fulva delle Mine. Il montanaro comprese che la trasformazione della fanciulla in cerva era stato un incantesimo, uno dei tanti compiuti da un tizio stregone in grado di mutare la natura delle più belle fanciulle e di rilegarle in luoghi deserti e paurosi.

Passarono alcune stagioni ed un pomeriggio, mentre si trovava a falciare l'erba, Bepin de la Pipa vide la volpe. Egli la colpì con una terribile falciata, sicché la bestia, assai malconcia nelle zampe, fu costretta a fuggire e si infilò su per la valle. La sera di quel giorno stesso, in paese fu portato d'urgenza il medicinale ad un tizio stregone, ferito alle gambe così come era avvenuto alla volpe rabbiosa colpita da Bepin.

Certo il tizio era "el striòn" che si era incarnato in quell'animale; altri non era che lo stregone che aveva fatto male a quella fanciulla, pensò Bepin. Con la morte di costui, nella vallata non si sentì più parlare di incantesimi, né di cerve legate né di volpi ringhiose.

Non è più avvenuto che alle donne del luogo sparissero i panni e le lenzuola stese e che si vedessero, il giorno successivo, biancheggiare sulle cime dintorno.