Intervista a Elisabetta Migliorati, la prima donna impiantista di Mottolino
Intervista a Elisabetta Migliorati, la prima donna impiantista di Mottolino © Ludovica Soldarini

La fine della stagione invernale si avvicina, e così anche la conclusione del lavoro di Elisabetta, ragazza di  Alzano Lombardo (BG), classe 1995 e prima donna impiantista al Mottolino. L'abbiamo intervistata per voi, buona lettura!

Cosa ti ha portato a scegliere di lavorare come impiantista?
La mia casa si trova proprio a 200 metri dagli impianti sciistici del comprensorio Presolana-Monte Pora e questo probabilmente ha fatto in modo che fin da piccola mi appassionassi alla neve, allo sci e agli sport invernali in generale. Di conseguenza mi ha sempre affascinato l’idea di poter lavorare in questa realtà. Ciò mi ha spinta a provare e a decidere di lavorare sugli impianti sciistici, e dove se non in una location affascinante come Livigno? 

Prima di entrare nel team Mottolino avevi già avuto esperienze lavorative simili?
È la prima volta che mi metto alla prova in questo lavoro, ma mi piace mettermi in gioco in tutte le cose che faccio.

Com'è essere in un team di più di 100 uomini?
In parte una sfida a livello personale, ma ancor di più verso tutte quelle persone (uomini per lo più) che non credevano che una donna potesse fare questo lavoro. In realtà non potevo chiedere di meglio perché contro ogni aspettativa mi sono sentita accolta da tutti loro, come in una grande famiglia, dove mi trattano e proteggono come se fossi un po’ la loro bambina, in qualche modo mi hanno fatto sentire a casa.

Quella per gli impianti è una tua passione o è nata dopo aver conosciuto Mottolino?
Mi ha sempre affascinato la parte meccanica e il funzionamento degli impianti, i quali  mi permettevano di divertirmi e potermi sentire libera con gli sci ai piedi. La sensazione di movimento delle seggiovie mi ha spinto a decidere di provare a seguire questo percorso e capire davvero tutto il funzionamento. Sono davvero grata a Mottolino per avermi dato la fiducia per poter intraprendere tutto questo, perché diciamolo, non è da tutti dare fiducia a una donna in un lavoro tipicamente maschile! Sono contenta di aver avuto la possibilità di fare questa esperienza e sono soddisfatta della mia crescita personale e lavorativa. 

Dove ti vedi tra 5 anni?
Al momento ho tanti progetti ma le idee sono ancora confuse, la sola certezza che ho è quella che non mi vedrete mai rinchiusa in ufficio dietro ad una scrivania in una grande città, perché il senso di libertà che solo la montagna riesce a darmi probabilmente continuerà a crescere in me e a condizionare le mie scelte di vita…..se proprio dovrò rinchiudermi spero tanto che sarà su un gatto delle nevi, da li potrò finalmente sentirmi un tutt'uno con le mie amate montagne e la mia neve.