Accolto il ricorso di Legambiente: nuovo stop ai lavori per l'impianto in Vallaccia.
Accolto il ricorso di Legambiente: nuovo stop ai lavori per l'impianto in Vallaccia.
Giunge come una doccia fredda la decisione del Tar della Lombardia che accoglie il ricorso promosso da Legambiente bloccando i lavori dell'impianto Vallaccia, che certamente non verrà aperto nemmeno durante la stagione invernale 2016/17.
Una decisione che non convince assolutamente la società Mottolino, la quale intende continuare a lottare per ottenere la possibilità di proseguire con il progetto nella ferma convinzione di averne pieno diritto.
Infatti dopo sette anni di iter autorizzativo, nel luglio 2015 la società aveva ottenuto il via libera dal Consiglio dei Ministri e la positiva conclusione della Conferenza dei Servizi da parte della Comunità Montana, iniziando così la costruzione del suddetto impianto, con tutte le autorizzazioni richieste e necessarie.
I lavori sono stati parzialmente sospesi nei mesi successivi per via di un ricorso promosso da Legambiente, benché fossero già ad uno stato avanzato.
Ai primi di novembre il Tar rinvia l'esame della pratica al 17 febbraio 2016, impedendo così la messa in funzione dell'impianto per la stagione invernale 2015/16.
 
Questo il commento di Marco Rocca, amministratore delegato di Mottolino, "Sono fortemente amareggiato per questa decisione, non solo per il risultato a cui porta ma soprattutto per la consapevolezza di avere seguito il corretto iter autorizzativo che è durato ben 7 anni con notevoli sforzi economici, assai diversi da quelli richiesti ai nostri competitor italiani e stranieri. In un mercato sempre più concorrenziale nessun imprenditore può permettersi il lusso di tenere in sospeso per così tanto tempo un progetto e i relativi investimenti. La conseguenza di questa scelta avrà sicuramente gravi riflessi sull'economia turistica livignasca e non solo su quella della società Mottolino. Sarebbe sufficiente uno sguardo al panorama delle principali destinazioni turistiche invernali per comprendere quanto questa decisione sia in controtendenza rispetto alle scelte di località che hanno deciso di fare del turismo dello sci il loro core business. 
Come spesso accade nel BelPaese, non siamo in grado di garantire tempistiche certe relative al proseguo di questa battaglia, dispiaciuti di non poter dare al nostro cliente un servizio di qualità.”